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MONITORAGGIO CINGHIALE: UN PROGETTO DI CITIZEN SCIENCE
I progetti di "citizen science" coinvolgono la popolazione nella ricerca scientifica e nella raccolta di dati di presenza di diverse specie su un territorio. È con questo obiettivo che il Parco del Lanza lancia questo progetto di raccolta dati sulla presenza del cinghiale sul suo territorio, al fine di orientare al meglio futuri interventi di gestione e contenimento, in collaborazione con le autorità preposte.

Partecipare è molto semplice, basta avere un account Gmail, collegarsi all'indirizzo del progetto e seguire le istruzioni che vi forniamo qui di seguito. Puoi collegarti direttamente "in campo" con lo smartphone o comodamente da casa tramite PC.
  1. Assicurati di essere loggato nel tuo account Gmail
  2. Collegati all'indirizzo del Progetto Cinghiale http://bit.do/cinghialeplislanza
  3. Clicca su "Aggiungi indicatore"
  4. Clicca sul punto in cui hai rilevato dei segni di presenza o visto un cinghiale
  5. Completa il form che appare indicando:
    • la data e, se vuoi, la tua identità
    • la tipologia di segnalazione:
      • "grufolate", "insoglio" o "piste" se osservi dei segni di presenza
      • "cinghiale" se osservi un animale
  6. Aggiungi la foto cliccando sull'icona, puoi aggiungere una foto dalla galleria o scattarne una
  7. Salva la segnalazione, che sarà successivamente gestita dal personale GEV del Parco
È molto importante avere segnalazioni datate e complete di documentazione fotografica, per capire l'evoluzione della presenza sul territorio!

Per avere maggiori informazioni contatta le GEV ai riferimenti in fondo alla pagina.
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Clicca sul punto in cui hai individuato il segno di presenza
Inserisci il tipo di segnalazione, data, identità e aggiungi l'immagine
IL CINGHIALE: CARATTERISTICHE ED ECOLOGIA
Il cinghiale, nome scientifico Sus scrofa, è un grosso ungulato (cioè fa parte di quel gruppo di mammiferi dotati di zoccoli) che può raggiungere dimensioni considerevoli: il maschio è lungo da 100 a 170cm per 90cm di altezza al garrese, la femmina, più piccola, raggiunge una lunghezza di circa 150cm. Il peso varia molto, negli esemplari più grossi dell'est Europa raggiunge addirittura i 3 quintali, ma in media arriva a pesare 100-130 kg.

Strettissimo parente del maiale domestico (Sus scrofa domestica) è, come il cugino, un animale onnivoro e opportunista con un'alimentazione estremamente varia in base soprattutto alla stagione: solitamente la dieta comprende in gran parte prodotti del bosco come faggiole (i frutti del faggio), ghiande (querce) e frutta, ma può variare fino alle carogne e anche alla caccia di piccoli animali. Va ghiotto di erba, tuberi e radici, che riesce a raggiungere grazie alla presenza di un elemento molto caratteristico della sua anatomia scheletrica, il cosiddetto “osso del grugno”, un disco osseo collegato con la porzione facciale per mezzo di cartilagini. Questa armatura ossea rappresenta un adattamento per lo scavo del terreno alla ricerca del cibo, le cosiddette "grufolate" .

Ama i bagni di fango, o "insogli", in piccole pozze poco profonde e molto fangose. Usa infatti il fango per inglobare i parassiti e, una volta essiccato, elimina tutto con vigorosi sfregamenti su tronchi o rocce ("grattatoi"). È un animali abbastanza sedentario, anche se capace di spostamenti di diversi chilometri.
Grufolate
Insoglio
Grattatoio
Ha abitudini quasi esclusivamente notturne ed è molto elusivo, forma principalmente branchi composti da esemplari femminili e cuccioli, mentre i maschi sono più solitari. Il mantello ha colori molto caratteristici: negli adulti è scuro, nei piccoli è striato (livrea da cui i cuccioli prendono il nome di "striati" e ne favorisce il mimetismo difensivo) appena nascono e diventa rossastro nel primo anno.

L'accoppiamento avviene durante il periodo invernale, tra novembre e gennaio, mentre le nascite sono concentrate nel periodo primaverile, tra marzo e maggio, dopo 4-5 mesi di gestazione. In media nascono 3-5 piccoli, anche se i numeri possono essere superiori. La maturità sessuale delle femmine e il numero di piccoli per parto/femmina dipendono dall’età delle femmine ma anche dalla disponibilità alimentare: in media le femmine sono già in grado di rimanere gravide tra gli 8 e i 20 mesi di età. Spesso, però, si assiste a una distribuzione del periodo riproduttivo lungo tutto l'anno, con una ripetizione delle nascite anche in tarda estate-autunno, legato al raggiungimento del peso delle femmine più giovani. Tutto dipende, quindi, dalla disponibilità di alimenti.

Il cinghiale frequenta una vasta gamma di tipologie ambientali, tuttavia gli ambienti ideali sono i boschi di latifoglie con fitto sottobosco, alternati a radure, prati e zone coltivate. È comunque, come già detto, una specie ampiamente opportunista e  facilmente adattabile a rapide modificazioni ambientali.
IL "PROBLEMA" CINGHIALE
Per le caratteristiche che abbiamo descritto, che disegnano il cinghiale come specie opportunista, in grado di adattarsi a molti habitat diversi e con una dieta estremamente variabile, questo ungulato sta diventando uno dei principali problemi ecologici delle nostre zone. L'elevata natalità, la scarsità, o totale assenza, di predatori naturali (come il lupo), e la disponibilità di cibo, stanno favorendo un'ampia diffusione della specie che porta spesso con sé i danni che la sua presenza inevitabilmente causa. Non va dimenticato, tuttavia, che è stato l'uomo a favorire l'ampliamento dell'areale di presenza del cinghiale, con introduzioni a fini venatori a partire dalla metà del secolo scorso che ben presto si sono trasformate in una diffusione incontrollata. 

In particolare, le abitudini alimentari causano gravi danni alle coltivazioni agricole e fruttifere, ma anche ai prati e ai pascoli. Si stima in Italia, un ammontare dei danni al settore agricolo a circa 9 milioni di euro l'anno.

Il comportamento elusivo e principalmente notturno di questa specie limita il pericolo diretto per l'uomo. Gli attacchi sono rari, ma possono essere mortali, limitati principalmente alla reazione di animali braccati durante la caccia o al periodo riproduttivo, durante il quale le femmine proteggono i propri cuccioli da situazioni che percepiscono come pericolose (quale madre non lo farebbe?). Fondamentale è la raccomandazione di tenere i cani al guinzaglio, per evitare attacchi difensivi del cinghiale.
IL CONTROLLO VENATORIO E LA REALTA' DEL PARCO VALLE LANZA
Il territorio del PLIS Valle del Lanza ricade negli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) delle provincie di Como e Varese: in particolare l'ATC1 Prealpino-Distretto nº 5 della provincia varesina e l'ATC Olgiatese sulla porzione comasca. Se dalla parte varesina è attiva la caccia di selezione sul cinghiale, nell'ATC comasco non è ancora prevista, seppure in fase di valutazione da parte degli enti preposti, e la selezione è in campo alla Polizia Provinciale.

L'ente regionale preposto per la gestione della caccia è l'Ufficio Territoriale Regionale Insubria, nelle sedi di Varese e Como. Quest'ultima prevede un servizio di segnalazione di esemplari problematici, per richiedere l'intervento della Polizia Provinciale, tramite l'apposito modulo.

Per una corretta ed efficace gestione della problematica è tuttavia indispensabile conoscere la consistenza delle popolazioni di cinghiale sul territorio, e questo nuovo progetto del Parco del Lanza è il primo passo in questa direzione.

Contatti GEV

Ufficio operativo

Coordinatore Dott. Marco Pizzato
tel. (+39) 320 0345056 (sabato 9:00-12:00, in altri orari SMS)
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Orari di ricevimento: sabato 9:00-12:00
e-mail gev@parcovallelanza.com